Il Rosatellum

Come cambierà il Parlamento

A seguito dell’esito positivo del referendario del settembre 2020 è stata promulgata ed è entrata in vigore la nota legge costituzionale 1 del 2020 relativa al taglio dei parlamentari. Il testo di legge ha previsto una riduzione del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento: da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 al Senato. La misura, nata dalla voglia di riformare l’assetto parlamentare, fortemente voluta dal Movimento 5 stelle, necessita però di alcuni  correttivi finalizzati a bilanciare e riorganizzare gli equilibri interni al Parlamento, che non sono stati ancora approvati e dovrebbero essere ufficializzati prima delle elezioni.

Le modifiche necessarie discusse negli ultimi mesi in Parlamento riguardano la riforma dei regolamenti di Camera e Senato, il superamento della base regionale per l’elezione di palazzo Madama a favore di quella circoscrizionale, la riduzione da 3 a 2 delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica. Mentre l’unico correttivo entrato in vigore è quello che ha ridotto l’età per il voto al Senato da 25 anni a 18 anni. 

Come funziona la legge elettorale Rosatellum

La legge Rosato o Rosatellum, dal nome del suo relatore Ettore Rosato (Italia Viva), prevede un sistema elettorale misto, con un terzo dei seggi tra Camera e Senato che verrà eletto in collegi uninominali, quindi tramite un sistema maggioritario, e i restanti due terzi divisi tra i partiti rispettando fedelmente i risultati percentuali che hanno ottenuto alle elezioni, quindi tramite un sistema definito proporzionale. Questo significa che, per la presenza dei collegi uninominali, sono consentite e favorite le coalizioni tra partiti diversi. Le alleanze avranno infatti un incentivo a dividersi tra di loro i vari collegi elettorali e appoggiare in maniera unitaria i candidati di coalizione, dove questi sono più forti. Una situazione che potrebbe favorire il centrodestra, in grado di ottenere buoni risultati quando si presenta unito.

Come funziona il Rosatellum alla Camera

Alla Camera saranno assegnati 148 collegi uninominali, quindi tramite il sistema maggioritario, in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato o candidata. La persona eletta sarà quella che prenderà almeno un voto in più degli altri nel collegio. Per l’assegnazione degli altri 244 seggi si userà un metodo proporzionale. Quindi ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati e si conteranno i voti ricevuti da ogni lista. Il numero di parlamentari eletto dipenderà in maniera proporzionale dal numero dei voti ottenuti. Infine, nelle circoscrizioni estere saranno assegnati altri 8 seggi.

In Umbria: Alla Camera i collegi dell’uninominale passano da tre a due: niente più quindi Perugia 1, Perugia 2 e Terni ma solo Umbria 2 e Umbria 1; il territorio del Trasimeno assegnato in parte a Umbria 1 e in parte a Umbria 2.  Passignano sul Trasimeno, Tuoro e Magione sono con il collegio Umbria 2 mentre altri come Castiglione del Lago, Paciano, Panicale, Piegaro e Città della Pieve sono nell’Umbria 1. Lo stesso assetto territoriale viene replicato per il plurinominale al posto del collegio unico.

Come funziona il Rosatellum al Senato

Anche al Senato, i seggi verranno distribuiti più o meno allo stesso modo. I collegi uninominali saranno 74, i collegi del proporzionale 122, e i seggi degli eletti all’estero 4. In questo caso non si potrà scegliere per il voto disgiunto, cioè esprimere la propria preferenza sia per il partito che per la persona candidata ma si dovrà esprimere una sola preferenza. Ogni persona dovrà quindi esprimere un solo voto che andrà al candidato del suo collegio (per la quota maggioritaria) e alle lista che lo appoggia (per la quota proporzionale). Sarà invece annullato se dovesse essere barrata la casella di un candidato al collegio uninominale e la casella di una lista diversa da quelle che lo appoggiano.

In Umbria: per eleggere i tre senatori che spetteranno all’Umbria c’è il collegio unico. Il 36 per cento dei seggi verrà assegnato col maggioritario a turno unico in collegi uninominali, mentre il restante 64 per cento col proporzionale in collegi plurinominali.

Le soglie di sbarramento

Per poter ottenere i seggi, i partiti in competizione dovranno ottenere almeno il 3% dei voti su basi nazionale. Mentre per le coalizioni di diversi partiti la soglia è del 10%. Chi non raggiunge questa soglia non potrà eleggere alcun rappresentante. Sono consentite le pluricandidature, cioè sarà possibile presentarsi in diversi collegi, ma solo nella quota proporzionale. Quindi ogni candidato o candidata potrà presentarsi in cinque collegi proporzionali differenti. Ci si può candidare in un unico collegio uninominale, ma si può essere contemporaneamente candidati in cinque collegi proporzionali.