Riforma della Giustizia. Le proposte del Pd

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Da quasi 30 anni in Italia la giustizia è terreno di scontro: uno stato di conflittualità permanente che ha trasformato il dibattito pubblico in un’arena tra ultrà, che non fa bene alla politica, non fa bene agli operatori della giustizia, non fa bene soprattutto ai cittadini, alle imprese, alla società nel suo complesso. Nonostante il lavoro quotidiano di migliaia di magistrati, professionisti e operatori,inassenza di un cambiamento radicale di rotta questaconflittualità rischiadi condizionare ulteriormente l’efficienza necessaria e di compromettereil principio per cui la regola giuridica è riferimento della convivenza civile e la sua applicazione garanzia dell’imparzialità dello Stato e dell’uguaglianza dei cittadini di fronte alla Legge.

Tuttavia, questa stagione politica così complessa presenta anche grandi opportunità: sotto il profilo della giustizia, la presenza di un presidente del Consiglio e di una ministra della Giustizia dalla preparazione e dalla autorevolezza inattaccabili può consentire al Paese di voltare pagina. Possiamo davvero fare ciò di cui riteniamo cisia bisogno vitale, per la soliditàdelle istituzioni democratiche e la vitalità del sistema economico e produttivo: chiudere per sempre la stagione delle contrapposizioni politiche sulla giustizia, e consegnare all’Italia un sistema più efficiente, che garantisca il rispetto della legalità insieme alla certezza del diritto e dei diritti dei cittadini, anzitutto quello di ottenere giustizia in tempi rapidi. Un sistema giustizia più giusto ed efficiente, e sottratto alle contrapposizioni politiche, rende lo Stato maggiormente in grado di rivolgere tutte le energie nel contrasto all’illegalità e alla criminalità, a partire da quella organizzata.

Le riforme sulla giustizia sono la condizione posta dall’Europa per acquisire i fondi del PNRR. Tuttii fondi del PNRR. I testi in discussione al Parlamento su civile e penale, insieme alla riforma del CSM, sono il “qui ed ora” sulla Giustizia.

Il Partito Democratico dice NO al giustizialismo e NO all’impunitismo – concetto ben diverso dal garantismo, che non può più essere una bandiera di parte – per ricostruire un terreno condiviso di garanzie, fondate sul rispetto dei principi costituzionalidi legalità, dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura e della presunzione di innocenza.

Per questo il PD, nel presentare le sue proposte sulla giustizia, assume l’impegno di ricercare la più ampia condivisione politica e parlamentare, facendo prevalere gli spazi di accordo sulla rivendicazione rigida delle proprie posizioni. Al ministro e al governo la responsabilità di costruire un impianto di riforma solido e finalmente ambizioso, che auspichiamo possa raccogliere una convergenza amplissima tra le forze parlamentari. (… scarica il documento)

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