PD Trasimeno, Batino chiede il congresso regionale

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“Al Partito Democratico serve un congresso regionale vero e aperto, il coinvolgimento di iscritti e non”. Queste le parole con cui Sergio Batino, segretario dell’Unione intercomunale del Trasimeno, rilancia la discussione sul futuro del suo partito dopo il lungo periodo di chiusura causato dall’emergenza sanitaria per il Covid 19.

“È necessario  – spiega Batino – ridare al Partito democratico dell’Umbria un progetto politico e organi capaci di dare lo slancio necessario per la riconquista della regione partendo dall’immediato insediamento di una commissione congressuale larga e rappresentativa di tutto il partito dell’Umbria a partire dai rappresentanti delle maggiori organizzazioni territoriali, uscendo da logiche personali e di corrente”. “L’Umbria – afferma – va cambiata veramente: nel funzionamento delle istituzioni che vanno portate più vicine ai cittadini: semplificando e snellendo la burocrazia ed eliminando le sovrapposizioni, nella organizzazione dei servizi che vanno garantiti accessibili e uguali per tutti e per tutte le zone della regione, nel rapporto con le imprese dove vanno privilegiati gli investimenti e l’occupazione”.

Relativamente al partito di cui è rappresentante il segretario spiega: “serve un congresso regionale vero e aperto, assolutamente necessario anche a livello nazionale, fondato su un franco confronto di idee sui problemi e sulle possibili risposte ai bisogni e al disagio di molti cittadini, partendo dai congressi di circolo per  rifondarlo nei contenuti,  nella organizzazione,  nei suoi rappresentanti. Attraverso il congresso, prima di tutto, occorre rispondere a un’esigenza di vitale importanza rappresentata dalla definizione  di una base di valori, di intenti e di obiettivi comuni nella quale tutti i Democratici umbri possano riconoscersi; bisogna insomma definire una piattaforma di riferimento e non cominciare il lavoro dalla discussione sui possibili candidati alla segreteria che sarebbe auspicabile vedano  una separazione tra ruoli istituzionali e politici. Quello che deve svilupparsi è il coinvolgimento dei territori, proprio a partire dal dibattito sulla definizione degli obiettivi e degli intenti comuni e generali del partito. Anche il gruppo dirigente del resto non può che essere ricostituito dal basso, partendo dai territori e dai circoli: sarebbe estremamente miope la scelta di calarlo dall’alto su una base che appare ormai stanca e sempre meno disposta ad accettare decisioni verticistiche, senza una vera discussione e un vero dibattito. Solo dalla partecipazione  può nascere un Umbria migliore”.

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