Non più aborto farmacologico in day hospital. Il nostro NO.

PDCdP

NO fermo e deciso contro la delibera di Giunta n.467/2020 con la quale la Regione Umbria ha disposto la necessità del regime del ricovero per l’interruzione volontaria di gravidanza abrogando cosi la precedente delibera dell’anno 2018 che dava indicazione agli ospedali umbri di organizzare con day hospital, il servizio per la interruzione volontaria della gravidanza farmacologica. Approfittando di questa fase sociale precaria soprattutto per la sanità, la Regione Umbria ha tolto voce alle donne strappandole il loro ed irrinunciabile diritto all’aborto come scelta scelta libera ed autodeterminata. È una legislazione insensata, segno di una chiara retrocessione di pensiero che penalizza il diritti sessuali della donna rendendola schiava dalla struttura ospedaliera con innalzamento del costo della sanità e del condizionamento sociale con innalzamento del pregiudizio.

Anche Vaentina Cuppi, Presidente del Partito Democratico, interviene contro la Giunta guidata dalla Tesei

Siamo sconvolti e arrabbiati per la scelta della Regione Umbria guidata dalla leghista Donatella Tesei. È stata infatti abrogata la delibera che permetteva l’aborto farmacologico in day hospital e a domicilio. Una scelta sbagliata, totalmente ideologica oltre che dannosa per le donne. E che, per giunta, va anche in contrasto con le stesse richieste della “Società italiana di ginecologica e ostetricia”, che chiedeva di favorire il ricorso all’aborto farmacologico. Così da tutelare la salute della donna ed evitare la congestione degli ospedali. Non è così che miglioreremo la società per donne e uomini. Non è così che tuteleremo la salute di tutti. Così infatti non andiamo avanti. Ma solo indietro.
(Valentina Cuppi Presidente del Partito Democratico)

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