La giornata folle: Lega, FI e M5S si mettono contro l’Italia

PDCdP

Enrico Letta, al termine di una settimana di mediazioni, alza bandiera bianca assieme al Governo.

Ora, la strada che si materializza davanti ai dem è quella delle elezioni. “Il presidente della Repubblica deciderà le modalità, ma è evidente che si è interrotto un percorso di fiducia e gli italiani guardano sgomenti alle loro istituzionie e alle forze politiche che hanno scelto di fare i propri interessi andando alle elezioni e non quelli degli italiani”, è il commento a caldo di Letta. Un voto con l’incongnita della coalizione, visto che lo strappo di Giuseppe Conte ha allontanato M5s e Pd in modo, forse, irreparabile.

Questo, almeno, stando agli umori dei parlamentari e dei dirigenti dem che oggi hanno seguito i lavori del Senato dagli uffici del gruppo dem. Una consapevolezza accresciuta oggi, dal momento che il M5s non ha colto la possibilità di lasciare a Lega e centrodestra la paternità della crisi, lasciando aperto il campo largo.

“La legge elettorale a questo punto non si farà più”, ragionano fonti parlamentari dem: “I collegi uninominali, dove si vince con un voto in più, da solo li perdi. Puoi mantenere quelli storici, ma è difficile fare più che conservare – in proporzione – quello che abbiamo oggi”.

Che l’asse con il M5s sia ormai un ricordo sembra confermato anche dalle parole di Letta che sottolinea come, alle prossime elezioni gli italiani saranno chiamati a scegliere fra chi ha affossato il governo e chi, invece lo ha sostenuto. 

“Purtroppo eravamo troppo pochi a volere questa mediazione”, è l’amara analisi del segretario: “Nonostante il grande impegno chiesto dal paese con tutti gli appelli che ci sono stati. Il Paese guarda con sgomento alla decisione del Parlamento, una scelta folle, di congedare il presidente del consiglio Mario Draghi”.

Quella di oggi, ribadiscono dal Nazareno, “è stata una giornata drammatica per l’Italia. Le scelte di Lega e Forza Italia da una parte e del M5S dall’altra sono gravi, sbagliate. Purtroppo, sarà tutto il Paese – i cittadini e le cittadine, a partire da quelli più fragili e più spaventati – a pagare il conto di queste scelte. Una crisi sbagliata fin dall’inizio che è oggi esplosa nel modo peggiore. Chi ha affossato il Governo Draghi è andato contro l’Italia”, ribadiscono dal quartier generale dem.

Il Pd è orgoglioso, in ogni caso, di avere sostenuto con lealtà il Governo Draghi, viene sottolineato: “Siamo grati al Presidente e fieri del lavoro che insieme a lui abbiamo fatto per il bene del Paese. Noi abbiamo preferito l’interesse generale, della nazione, a quello di parte”, viene aggiunto: “Il nostro lineare impegno a favore del governo Draghi è continuato per tutta la giornata, fino all’ultimo momento utile, poco fa. Abbiamo fatto il possibile per convincere i partiti di maggioranza a pensare agli italiani e non a se stessi. Non ci siamo riusciti, ma la nostra linearità pagherà nel Paese”.

Il riferimento è all’attivismo dei pontieri Pd, Dario Franceschini in testa, che per tutto il giorno hanno fatto da spola alla Sala Blu di Palazzo Carpegna dove, a pochi metri dagli uffici Pd, erano riuniti i Cinque Stelle assieme a Conte. Ma anche Letta si è speso in prima persona, assieme a Roberto Speranza, per tenere in piedi l’asse progressista. Nemmeno il vertice fra i tre leader è servito però a convincere Giuseppe Conte a fare un passo indietro rispetto allo strappo.

“Da oggi ci prepariamo alla campagna elettorale. Parleremo agli italiani. L’Italia è diversa, è migliore di questo Parlamento”. 

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