Città della Pieve, la storia che ha fatto la differenza

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Abbiamo letto l’articolo su Città della Pieve, capitale del cambiamento, pubblicato sul Corriere Pievese e non neghiamo che un aspetto ci ha favorevolmente colpito.
Il ricordare che la nostra è una città, piccola, ma pur sempre una città e non un ameno borgo, come molti, anche fra i nostri concittadini insistono a definire.

Ma è una città non solo per i suoi trascorsi storici, come il CP asserisce.
Città era e lo è rimasta in decenni in cui chi ha avuto l’onore di amministrarla ha fatto scelte economiche, sociali, urbanistiche degne di città di dimensioni ben più ampie, che hanno spesso richiesto vere e proprie battaglie con realtà e enti sovraordinati, a volte vinte e a volte purtroppo perse, ma sempre dentro una visione unitaria di città.

Difesa e potenziamento dei suoi servizi socio assistenziali, dell’offerta formativa, delle istituzioni militari e giudiziarie (Compagnia Carabinieri e Giudice di Pace), recupero e valorizzazione del suo centro storico, difesa dello stesso dall’aggressione edilizia e dallo spopolamento, espansione commerciale nelle frazioni, tutela del territorio, promozione delle associazioni di volontariato, solo per toccare i temi principali.

Se adesso alcuni uomini illustri, dei campi più disparati, hanno scelto la nostra città come loro luogo di residenza, riposo o affari, forse è dovuto alla storia e “alle magnifiche sorti progressive che il nuovo cambiamento” lascia intravvedere, o forse perché gli allora tempi presenti gli garantivano il giusto mix fra riservatezza, bellezza e qualità della vita.

Il merito è sicuramente di chi Città della Pieve ce l’ha lasciata nei secoli.
E anche di chi, dal dopoguerra a oggi, non l’ha abbandonata, curandola, coccolandola ed amandola.

2 thoughts on “Città della Pieve, la storia che ha fatto la differenza

  1. Vero ciò che dici ma vorrei ricordare che molte cose le abbiamo perse per la sudditanza che per troppo tempo abbiamo avuto nei confronti di un potere centrale sempre velatamente coperto dai ns amministratori.In oltre ti rammento che il modo di vivere Pievese è insito nel dna dei ns concittadini da sempre e potrei dire che da molto prima del passaggio del fronte la gestione delle ns bellezze era particolarmente sentita dai ns. Vecchi compatibilmente con le loro possibilità. È stato un piacere spero che sia possibile continuare a discutere anche dal vivo

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